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Il decorso della malattia emorroidaria ha un carattere cronico quindi si assiste ad un’alternanza tra periodi di acutizzazione e periodi di acquiescenza dei sintomi connessi con questa condizione patologica. In genere, oltre al sanguinamento rettale le emorroidi sintomatiche sono accompagnate da un tipico gonfiore a livello anale: durante i primi gradi del disturbo avviene la ricollocazione spontanea dei cuscinetti nella loro sede naturale dopo la defecazione, in tal caso si parla di prolasso interno determinato da un’anomalia a livello anatomico: le emorroidi non prolassano attraverso l’ano ma deve verificarsi anche il prolasso della stessa mucosa rettale. E’ molto spesso comune distingere due tipologie di prolasso rettale legato alle emorroidi: quello mucoso, determinato da diverse cause tra cui gli sforzi addominali durante la defecazione; invece il prolasso rettale totale è da ascrivere ad un’eccessiva mobilità del retto che determina un indebolimento delle strutture di sostegno e di sospensione del retto.

I sintomi delle emorroidi

Il prolasso rettale sorge solitamente come conseguenza di natura patologica correlate con la malattia emorroidaria come ad esempio la stitichezza cronica oppure la diarrea cronica; indebolimento dello sfintere dell’ano che si indeboliscono con l’avanzare del tempo; possono aumentare anche delle lesioni che interessano i nervi costituiti da sostegni ai muscoli del retto. Tali  disturbi del cosidetto prolasso rettale sono associati alle emorroidi sintomatiche e dipendono dalla gravità del disturbo come ad esempio la sensazione di incompleto svuotamento appena dopo aver defecato; delle perdite di muco; dei sanguinamenti rettali; un forte dolore al basso ventre; l’incontinenza fecale ed altro. Tale prolasso rettale è un chiaro sintomo delle emorroidi ed ha la sua manifestazione con un dolore che si estende a livello della zona anale. Alcune volte i soggetti affetti da emorroidi possono avere delle formazioni di edemi e coaguli, ma anche a casi di ulcere rettali che a volte tendono a comparire sulla parete anteriore del retto, in tal caso nel paziente si evidenzia con maggiore frequenza il sanguinamento rettale.